EFT – La tecnica dei campi energetici

Un metodo che aiuta pazienti ansiosi a rilassarsi sulla poltrona del dentista

di Marion Klockner-Gallenstein

La tecnica dei campi energetici, anche conosciuta come EFT, ovvero emotional freedom tecniques, è una sorta di agopuntura senza l’uso di aghi, collocata in un contesto psicologico. Paure e altri disagi psicologici, così come l’aspetto psicologico di dolori fisici prima o durante l’intervento dal dentista, possono essere dissolti in modo rapido ed efficace. Il livello di stress diminuisce, sia per il paziente che per il medico.

Molti medici conoscono bene le paure dei loro pazienti: paura del trapano, paura del dolore, paura della siringa, paura di perdere il controllo e paura di essere in balia di una situazione sgradevole. Anche altre emozioni possono sorgere durante la visita dentistica: vergogna a mostrare una parte intima del corpo, oppure sensi di colpa per non aver eseguito abbastanza scrupolosamente l’igiene dentale, come indicato dal medico, possono rendere la situazione sgradevole per l’interessato. 

I sintomi come eccessiva salivazione e sudorazione non causano solo malessere nel paziente, ma possono anche rendere difficile il lavoro del medico.

Mentre il paziente adulto cerca di calmarsi con pensieri razionali come “… non sarà poi così grave…” , il bambino agisce esternando le sue emozioni. Urla, calci e il rifiuto di aprire la bocca possono esasperare sia la madre, che il dentista.

 EFT – la digitopressione per neutralizzare emozioni negative

 EFT rappresenta un metodo molto valido per gestire e risolvere le suddette situazioni. Il vantaggio è che il trattamento può essere effettuato sia dal dentista che dall’assistente medica oppure anche dal paziente stesso.

La tecnica si basa sull’idea, che convinzioni negative ed esperienze spiacevoli causano un blocco nel sistema energetico del corpo, creando così emozioni opprimenti, come ansia, vergogna e sensi di colpa.

Attraverso la concentrazione sul problema e la contemporanea stimolazione di determinati punti (imm.1), questi blocchi energetici vengono dissolti. Il sistema energetico torna ad essere permeabile, emozioni opprimenti vengono neutralizzate e lo stress da loro causato si riduce notevolmente oppure scompare completamente.

 Retroscena storico

Le origini della tecnica EFT, chiamata anche “terapia dei campi energetici”, si trovano negli insegnamenti dell’agopuntura. Contrariamente all’agopuntura classica però, qui non si usano aghi, ma si effettua una pressione oppure un picchiettamento con le dita.

Il dott. Roger Callahan (3) fu il primo psicologo ad integrare la digitopressione nella psicoterapia classica e nel 1980 sviluppò la terapia dei campi di pensiero(Thought Field Therapy). Il terapeuta invita il paziente a pensare intensamente al suo problema mentre effettua un test muscolare chinesiologico, determinando così quali sono i meridiani del campo energetico disturbati, per poi trattarli con la digitopressione.

Gary Craig, il fondatore di EFT, fu allievo di Callahan e modificò la terapia dei campi di pensiero, rinunciando al test dei punti da trattare ed effettuando invece una sequenza di picchiettamento standardizzata. Craig chiamò il suo procedimento EFT “Emotional Freedom Tecniques”. Dr. Rudolf Kaufmann (4), che esportò la tecnica dagli stati uniti in Germania e altri paesi di lingua tedesca, chiamò il metodo di Craig “terapia o tecnica dei campi energetici”.

Come si svolge il trattamento per adulti

Il trattamento stesso si svolge seguendo un certo schema:

  1. La definizione del problema

  2. Creare una scala di stress soggettiva

  3. La frase di set-up

  4. La sequenza di picchiettamento standardizzata con focalizzazione del problema e concentrazione sull’idea

  5. La ripetuta quantificazione dello stress sulla scala di stress

  6. La ripetizione della sequenza di picchiettamento (vedi punto 4)

Punto 1. La definizione del problema

Una parte molto importante del trattamento è l’esatta definizione del problema. Se la paura non è prima definita con sufficiente precisione, il trattamento che segue potrebbe non essere efficace. Quindi dire “la mia paura del trattamento dal dentista” non è sufficiente, perché non è chiaro a cosa si riferisce concretamente la paura. È la paura del trapano che potrebbe causare dolore oppure è la paura del trapano perché non gradiamo la sensazione di essere in balia del dentista? È molto importante che il terapeuta ascolti bene il paziente.

Punto 2:

Determinare una scala di stress soggettiva

EFT non tratta direttamente l’emozione, ma in prima linea lo stress connesso ad essa. Se lo stress diminuisce, l’emozione si placa.

Quantificare il soggettivo livello di stress su una scala aiuta a determinare lo stato attuale. Il paziente determina il suo livello di fastidio, concentrandosi sulla sua emozione.

Dr. Rudolf Kaufmann (4) ha pubblicato nel suo libro una di queste scale secondo il Dr. J. Wolpe. Il paziente viene invitato ad immaginare una scala da 0 a 10. Zero significa “mi sento completamente rilassato, mentre penso (al mio problema)”, 10 significa “ lo stress non è più sopportabile” e 5 significa “lo stress è molto sgradevole, ma riesco a sopportarlo” (4).

Punto 3: La frase di set-up

La frase di set-up è un elemento ipnoterapico che agisce come un messaggio subliminale al subconscio ed è composto da due parti: la prima parte specifica il problema mentre la seconda accentua l’accettazione della propria persona. Nella situazione sopra illustrata, la frase di set-up potrebbe essere composta come segue: “Anche se ho paura di essere in balia della situazione quando sono dal dentista, mi accetto completamente.” “La rivendicazione dell’accettazione di sé stessi prepara il flusso energetico al processo di guarigione.” (5)

Il paziente pronuncia la frase per tre volte a voce alta, e contemporaneamente picchietta il punto Karate sul dorso della mano (imm. 2) con la punta delle dita dell’altra mano (senza il pollice).

Punto 4: La sequenza di picchiettamento standardizzata con simultanea focalizzazione sul problema

Ora la persona che esegue il trattamento (oppure anche il paziente su se stesso), ovvero esegue la sequenza standardizzata di digitopressione. Se il paziente agisce su sé stesso, è consigliabile che il dentista accompagni il processo, fungendo da modello ed eseguendo la sequenza anche su sé stesso (imm. 3). Ogni punto viene picchiettato rapidamente da 5 a 8 volte.

Intanto il paziente si concentra sulla sua emozione e pronuncia contemporaneamente la sua frase di set-up in forma breve, ripetendola fino a che tutti i punti sono stati picchiettati. La frase breve in questo caso potrebbe essere: “La mia paura di essere in balìa della situazione”.

Punto 5 e 6: Determinare nuovamente il livello di stress sulla scala e la ripetizione della sequenza di digitopressione

Dopo il termine della prima sequenza di picchiettamento, il paziente quantifica nuovamente il suo livello di stress sulla scala da 0 a 10. Se la sensazione interna di stress non è ancora soddisfacente, la sequenza viene ripetuta con la stessa frase (vedi punto 4), ma con la differenza: la paura ora è la “rimanente paura”, quindi ad esempio “La mia rimanente paura di essere in balìa della situazione durante il trattamento con il trapano.” La sequenza di picchiettamento (imm. 1) e la quantificazione del livello di stress vengono ripetute fino a che lo stress sulla scala è sceso a zero oppure ad un livello accettabile per il paziente (es. livello 2-3).

Se durante il percorso di trattamento si dovesse presentare un altro aspetto del problema, questo deve essere trattato allo stesso modo.

La testimonianza tratta dall’esperienza della dott.ssa Beate Schauer nel suo studio dentistico

L’impiego di EFT in uno studio dentistico richiede un po’ di tempo, ma i risultati sono notevoli. Una paziente sui 40 anni arriva nel nostro studio accompagnata da suo marito. È la prima sequenza di trattamento e la signora mostra i soliti sintomi da stress come rigidità nella postura o sudorazione eccessiva. Al secondo appuntamento arriva da sola con un sorriso forzato e perle di sudore sulla fronte. La sua paura durante il trattamento è enorme e decido di parlarle di EFT e di seguito eseguo la sequenza. La paziente colloca il suo livello di stress a dirittura sopra il limite massimo di 10. La frase di set-up era ”la mia paura di dolori insopportabili durante la trapanazione”. Ripeto la sequenza di picchiettamento per 4 volte e lo stress della paziente scende al livello 3, un risultato che soddisfa la paziente stessa e le permette di rilassarsi. Negli appuntamenti successivi è in grado di entrare in ambulatorio con un sorriso e di rilassarsi completamente, evitando così i sintomi da stress.

EFT per bambini

“EFT è ugualmente effettivo su bambini e adulti”, come conferma Gary Craig (2). “La sfida è di trovare un approccio adatto a loro ed attirare la loro attenzione. Inoltre il bambino non è sempre in grado di articolare argomenti emotivi, sicché il trattamento di bambini necessita di maggiore creatività.” (2)

Il decorso del trattamento EFT per adulti non sempre può essere applicato ad un piccolo paziente. Da una parte la persona che effettua il picchiettamento sul bambino deve avere una maggiore sensibilità e facoltà di immedesimarsi per interpretare la psiche del bambino e capire bene quale è il suo problema. Dall’altra il trattamento necessita di rituali a misura di bambino.

Per determinare il livello di stress si possono usare gli “smilies” (imm. 4). La frase di set-up diventa più “infantile” (es. “Anche se ho questa brutta paura del trapano, sono un bravo bambino”). Il picchiettamento sul bambino di norma va effettuato contemporaneamente su entrambe i lati del corpo e solo fino a ”sotto il braccio” (imm. 1, punto 7). Che sia il medico, il genitore invece del bambino, oppure il bambino stesso ad effettuare il picchiettamento, dipende dall’età e dalla disponibilità da parte del bambino stesso (imm. 5 e 6).

Per i bambini più piccoli Benesch (2) propone di recitare delle rime di picchiettamento durante lo svolgimento, come ad esempio: Toc, toc, toc la paura non mi toc e la mando via con un bot 🙂

Come funziona EFT

EFT fa parte dei procedimenti di psicoterapia energetica. Le tecniche energetiche si appellano ad Albert Einstein e la sua formula E=mc², che postula che “la materia e l’energia sono aspetti intercambiabili della stessa realtà” (3). “Se tutto fondamentalmente è energia, questo vale anche per il ‘hardware’ del nostro sistema nervoso, la neurochimica e persino per il pensiero e la cognizione”. Quindi è possibile seguire un percorso di terapia a livello energetico.

Il dott. Joaquim Andrade (1) propone una spiegazione scientifica dal punto di vista neurobiologico e biochimico. Spiega che “ricordi traumatici, paure e dolore causano un sovraeccitamento del sistema limbico ed possono inibire la corteccia frontale” (1). “Attraverso la stimolazione sensoriale (picchiettare, espressioni verbali) si ottiene una riduzione dell’iperattività del sistema limbico ed un aumento dell’attività nelle aree orbitofrontali del cervello” (1). “Il ricordo rimane memorizzato, perdendo però la sua capacità di causare sintomi.” (1)

Indicazione importante per il dentista

Questo metodo così semplice può aprire le “porte dell’inconscio”. Ciò significa che durante il trattamento possono salire in superficie altri temi. Questi possono essere elaborati in un setting psicoterapico, accompagnati da un professionista di EFT con una fondata formazione psicoterapica.

È importante menzionare inoltre che questo metodo è contro indicato per persone che non hanno più accesso all’inconscio come ad esempio pazienti con demenza o persone sotto l’influsso di stupefacenti o in stati psicotici.

La formazione del practicioner EFT

La formazione da practitioner EFT con certificato, cioè un professionista praticante o terapeuta, può essere di interesse sia per il dentista che per l’assistente medica.

Immagini

Imm.1: I punti dell’agopuntura per la sequenza di picchiettamento standardizzata secondo Gary Craig. Ogni punto è assegnato ad uno dei meridiani.

Imm.2: Un paziente picchietta il punto karate sulla mano mentre pronuncia la frase di set-up

Imm. 3: Paziente e medico che picchiettano simultaneamente il punto 5 “sotto il labbro”

Imm. 4: Questi “smilies” rendono possibile per i piccoli pazienti di mostrare il loro livello di stress in una maniera adatta a loro.

Imm. 5: Il medico picchietta il punto sulla clavicola del bambino contemporaneamente su entrambe i lati

Articolo pubblicato su GZM – Praxis und Wissenschaft, rubrica “Tecnica del campo energetico” nr. 12 Jg, pubblicato nel 03/2007.

Link originale: http://www.eft-dach.org/images/stories/artikel/artikel%20zahnarzt%20und%20eft%5B1%5D.pdf

Alcune parole sono state messe in grasseto liberamente, per rendere più agevole la lettura sul web. (EFTwebcamp)

Nota bene: l’articolo è del 2007 e quindi non tiene ancora conto delle ulteriori semplificazioni e aggiornamenti che rendono la tecnica ancora più efficace, più adattabile e applicabile a 360° ed inoltre si riferisce allo svolgimento di queste professioni in Germania. Anche in Italia, dal 2012 esiste il riconoscimento legale delle professioni nella facilitazione del cambiamento, o cosiddette olistiche.

Annunci