EFT e le energie naturali della terra

EFT ed il  suo coinvolgimento potenziante con l’energia naturale del magnetismo terrestre

magia

 

Noi viviamo sulla terra e sappiamo che sulla stessa sono presenti energie fra le quali il campo geomagnetico.

Quando ho conosciuto i dispositivi “QUANTUM“, mi è stato spiegato che questi dispositivi vengono informati con dei computer radionici che fanno in modo che il Quantum diventi un organizzatore delle onde elettromagnetiche.

L’acqua è una struttura coerente e l’acqua che scorre nello spazio volumentrico delle informazioni che manda il Quantum, avrà delle istruzioni organizzanti e vibrazionali.

Il dispositivo Quantum che ho installato a casa mia, trasforma, fra le varie cose, il calcio presente nell’acqua (dove abito la quantità di calcio nell’acqua è di 60 gradi francesi, quindi decisamente alta) in aragonite, che è in una forma che non si addensa.

L’acqua quindi, in questo modo, riprende la sua natura armonica e coerente, ritornando alla sua natura originale, come quando esce dalla sorgente.

Cominciando a bere quest’acqua armonica, viva e con tanta energia (l’acqua delle bottiglie ha un’energia molto bassa, è acqua quasi morta), mi è venuta l’idea di abbinarla all’E.F.T .

 

Ho cominciato quindi a fare questo genere di esperimento: ho iniziato a fare sessioni di E.F.T. mettendo a disposizione del cliente l’acqua informata con il dispositivo: acqua viva ed armonica.

All’inizio della seduta, con l’acqua quantizzata già presente sul tavolo ho chiesto al cliente ed io stessa l’ho fatto, di concentrarsi sull’acqua  chiedendole, in qualità di elemento vivo,   di contribuire a sciogliere o cambiare le nostre informazioni/situazioni/eventi che vogliamo lasciare o cambiare. 

Ho potuto notare una maggiore “presenza” nell’ambito del percorso della seduta stessa da parte del cliente, una maggiore rilassatezza nella descrizione della “motivazione” ed anche la fiducia più nitida nella risoluzione.

Ho notato che questo passaggio ha reso più “sicuro”  il cliente come se, il sostegno e la  forza dell’acqua gli desse la possibilità di avere più certezze nel raggiungere l’obiettivo. 

 

Le sedute poi si svolgono con l’individuazione della problematica con i giri di picchiettamento, conducendo il cliente e chiedendogli di “correggere” le mie frasi 

per renderle più idonee al suo pensiero ed al suo sentire.

Quasi sempre vedo che il cliente beve molta acqua senza essere sollecitato a farlo.

Alla fine della seduta, molto spesso, noto che il cliente è “più sprintoso” di quando ha bevuto acqua minerale dalle bottiglie (seppure acqua ritenuta fra le migliori in commercio).

 

Successivamente, sull’onda di questa sperimentazione acquea, ho proposto ai clienti che sentivo più pronti a nuovi percorsi, di fare una seduta di E.F.T con elementi diversi.

Ho proposto di iniziare la seduta andando a focalizzare l’obiettivo che volevano raggiungere, possibilmente a fine seduta o che, comunque, volevano perseguire

e di scriverlo su un foglietto di carta.

Ho chiesto poi di piegare il foglietto di carta con su scritto l’obiettivo e di riporlo sotto la bottiglia di vetro contenente l’acqua e di chiedere all’acqua il supporto nella risoluzione.

 

La sessione di E.F.T. avviene con le solite modalità di una seduta normale, con dei passaggi di E.F.T provocativa che a me piace moltissimo usare e che vedo produrre degli sblocchi in situazioni stagnanti, ed anche passaggi di logosintesi (che uso spesso durante le sessioni di E.F.T. quando vedo il cliente stanco e provato dal picchiettamento).

Durante tutta la sessione bere l’acqua è una modalità costante e continua della sessione stessa.

A fine sessione, dopo sbadigli, ruttini, gorgoglii vari, chiedo al cliente come si sente e come ha “sentito” l’acqua che ha bevuto.

 

Quasi sempre vedo che il cliente si è sentito supportato ed appoggiato nel suo percorso dall’acqua che ha bevuto: acqua che, conosceva il suo obiettivo e che, dopo essere stata bevuta, gli ha, in un qualche modo, reso più facile il percorso.

Questa sperimentazione di modalità “acquosa” di E.F.T. è all’inizio: a me piace molto e vedo che piace e soprattutto incuriosisce i clienti.

Voglio proseguire con questa scoperta che mi incuriosisce e seguo quello che mi viene in mente volta per volta, quello che mi suggeriscono i clienti e quello che ognuno che mi legge mi vuole consigliare e proporre.

 

Virginia Placci

 

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